On xx century Pop art: mix and disrupt

The punk era of Mr. Freedom in London

Timeless inspiration: Bow Wow Wow

Take a look at CORELATE SS20 editorial

CORELATE SS19 customized tee featured on DAZED

Urban heights for CORELATE FW19 editorial

CORELATE FW20 at at Otherwise Formal fashion show curated by Dust Magazine on the occasion of Pitti Uomo 2020

Lower East Side, the CBGB and the legacy of New York punks

On Christopher Wool

Matmos, always inspiring

Overknitted jumper on WWD x Pitti Uomo trends 2019

FW20 Advertorial

Art direction @assocreativestudio
Photography @alessandro.iovino_ 
Styling @francerto

Humanity check complete. RESET is our new advertorial

Bottom up versus trickle down

L’emulazione dello stile e degli atteggiamenti dei personaggi famosi non è un’abitudine solo del contemporaneo, ma è un fenomeno che oggi è stato nettamente amplificato dalla diffusione di TV e di Internet. La moda è una questione di imitazione e di distinzione che una cerchia sociale trasmette alla comunità. In passato, infatti, la necessità di emulare ha permesso ai nuovi stili nati negli ambienti alto borghesi di diffondersi rapidamente a un pubblico mainstream.
Il fenomeno del TRICKLE DOWN (“effetto goccia”) è, quindi, un meccanismo verticale che inizia dall’alto e scende fino a raggiungere le masse. Succede però che, per il principio di imitazione, il fenomeno verrà subito rimpiazzato da un nuovo ciclo, quello della distinzione. Un esempio di questa teoria è l’acquisto di abbigliamento sportivo professionale da parte di persone che praticano sport a livelli amatoriali. Comprando un paio di sneakers o un capo tecnico, studiati per agevolare la performance, essi
vogliono dichiarare l’appartenenza a un certo status sociale che li associ a un determinato tipo di persona/atleta/campione.
Oggi, l’effetto TRICKLE DOWN si è rovesciato trasformandosi nel BUBBLE UP, cioè la nascita di mode e tendenza da ambienti sub-culturali. L’esempio più classico è quello del blue jeans, un capo d’abbigliamento nato come uniforme di lavoro,
ma poi reinventato diventando simbolo culturale e identitario. Dallo stile ribelle dei Rockers all’elegante modello a sigaretta STA-PREST Levi’s dei Mod, dal taglio imborchiato del Punk fino ai fashion show di prêt à porter e alle sfilate di Haute Couture.
Una moda nata dalla classe operaia diventata il fil rouge capace di unire tutte le classi sociali.
Nella moda contemporanea, lo sportwear si è impadronito del nostro guardaroba, non solo come capo sportivo, ma ideale per l’ufficio e per uscire. Un novità che la pioniera Miuccia Prada ha proposto durante la Fashion Week di Milano, facendo sfilavano
modelle con i tacchi nella borsetta o appesi allo zaino, calzini da montagna, windstoppers portati sopra classici completi da uomo e vestitini in broccato abbinati a scarponcini da trekking.
La moda è cambiamento e rappresentazione del tempo in cui viviamo. Un ruolo che la democratizzazione e la globalizzazione contemporanea ha reso ancora più definito.
Forse prevedere la moda è impossibile, ma sicuramente si può affermare che il nostro corpo sia la rappresentazione fisica e culturale della nostra identità esteriore. Le nostre scelte stilistiche sono una performance estetica e visibile della nostra personalità e del
nostro presente. Attingiamo così al gusto, all’etnia, alla sessualità e alla voglia di un senso di appartenenza attraverso l’esternazione di un gusto in continua evoluzione.


(source: associazioneoffset.it)

CORELATE FW19 yellow striped shirt featured on DAZED Summer 2019 issue

CORELATE FW19 grey pants featured on DAZED

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FW20 embroidered and remixed

Art direction @assocreativestudio
Photography @manuel_grazia
Styling @francerto